Archivi per Theory

«È stata ferita» disse Kumiko, guardando la cicatrice.
Sally abbassò lo sguardo.
«Già.»
«Perché non se l’è fatta togliere?»
«A volte fa bene tenere a mente certe cose.»
«Di essere stati feriti?»
«Di essere stati stupidi.»

[Mona Lisa Cyberpunk, W.Gibson]

Mona Lisa Cyberpunk

Books #6 – Mona Lisa Cyberpunk

Corso: Cosa ne pensi dei conflitti politici?

Burroughs: I conflitti politici sono solo manifestazioni esteriori. Alcune forze, se sorgono conflitti, mirano a mantenere il conflitto in atto perché sperano di trarre profitto dalla situazione. Starsi a preoccupare della manifestazione esteriore dei conflitti politici vuol dire commettere l’errore del toro nell’arena quando carica il panno rosso. Questo è il ruolo della politica, ti insegna a riconoscere il panno proprio come il torero lo insegna al toro, gli insegna a seguire, a ubbidire al panno.

Ginsberg: Cos’è la morte?

Burroughs: Un raggiro. È il raggiro del tempo della nascita e della morte. Non può andare avanti ancora a lungo, troppa gente se ne sta rendendo conto.

Ginsberg: Che opinione hanno Cuba e il FNL dei poeti?

Burroughs: Tutti i movimenti sono fondamentalmente contro la creatività… e questo perché un movimento politico è una forma di guerra. “Non c’è posto qui per sognatori privi di senso pratico”, questo è ciò che dicono sempre.

Corso: E riguardo agli arabi… come se la passano?

Burroughs: Sono immobilizzati in migliaia d’anni addietro e pensano di uscirne attraverso un apparecchio TV.

[William Seward Burroughs, WSB Interview 1961]

Theory #6 – William Seward Burroughs

It is a truism to day that we live in a “remix culture.” Today, many of cultural and lifestyle arenas – music, fashion, design, art, web applications, user created media, food – are governed by remixes, fusions, collages, or mash-ups. If post-modernism defined 1980s, remix definitely dominates 2000s, and it will probably continue to rule the next decade as well.
Manovich, Lev. What comes after Remix? 2007.

 

SUNDAY LECTURES #5: LEV MANOVICH, REMIX CULTURE

While earlier reproduction technologies such as woodblock printing, moveable type

printing, lithography, and photography stored media in ways accessible to bare senses,

the eletronic media technologies of the late 19th century abandoned these formats in

favor of an electrical signal. Simultaneously, they also introduced a fundamentally new

dimension of media – interface (i.e. the ways to represent and control the signal). And

this in its turn changes how media functions – its “properties” were no longer solely

contained in the data but were now also depend on the interfaces provided by

technology manufacturers. The shift to digital data and media software a hundred years

later extends this principle further. With all types of data now encoded as sets of

numbers, they can only be efficiently accessed by users via software applications. As a

result, the “properties” of digital media (how it can be edited, shared, and analyzed) are

now defined by the particular software as opposed to solely being contained in the

actual content (i.e., digital files).

http://softwarestudies.com/cultural_analytics/Manovich.Media_after_software.2012.pdf

Barrington Nevitt spiega come i fondamenti di Marshall McLuhan siano le basi per capire e reinterpretare il futuro nato dalla pervasività dell’elettricità nel linguaggio e nella vita umana. Sotto un link ad un executive summary. Il libro, purtroppo, non è facilissimo trovarlo… Good Lecture!

 

Questa domenica arriva di lunedì ;) Sorry. So che tiro fuori sempre dei mattonazzi paura, ma un po’ di coraggio su.

Una nuova domenica, una nuova lecture. Questa volta D.De kerckhove (scusate se è poco) con le lezioni sull’intelligenza coNNettiva. Enjoy e buona domenica.

E così è domenica, ed inauguriamo la rubrica “Sunday Lectures”. Un modo per alzarsi, prendersi il caffè ed imparare qualcosa prima che vi si tedii durante la settimana con nuovi casi editoriali ed ecc. ecc. Questa volta una sequenza di citazioni di Marshall McLhuan. Enjoy e buona domenica!

Manuel Lima è un infografico. Mappa le informazioni. E’ uno dei più celebri designer dell’informazione che si conosca. Lavora per Bing, Microsoft. Ma la mia intenzione non è parlare di lui, ma di riflettere su come il collegamento tra concetti, tra informazioni, diviene ad oggi non solo il criterio di organizzazione dei contenuti, generando uno stile di narrazione più razionale, ma come divenga anche una dominante estetica. A questo ragionamento potremmo legarne un’altro e chiederci: forse è in questo che si racchiude il vero segreto dell’essere autori nell’era digitale? Se questo fosse vero, vorrebbe dire che lo schema della storia non è più l’unico strumento che l’autore ha per le mani. Ma che lo è anche qualcosa di più attinente al content management per web, come ad esempio la progettazione HDM. E il riferimento potrebbe divenire incrociato. Narrazione da una parte, progettazione multimediale dall’altra…