In subito dopo il tramonto si procede con la sceneggiatura del fumetto. We are going on guys…
Arriva il character design in Subito dopo il tramonto, un attimo prima dell’alba. Opera di Flavio Rosati, designer e illustratore, collaboratore lato2.
http://subitodopoiltramonto.me/2012/11/12/e-cosi-arriva-il-character-design/
While earlier reproduction technologies such as woodblock printing, moveable type
printing, lithography, and photography stored media in ways accessible to bare senses,
the eletronic media technologies of the late 19th century abandoned these formats in
favor of an electrical signal. Simultaneously, they also introduced a fundamentally new
dimension of media – interface (i.e. the ways to represent and control the signal). And
this in its turn changes how media functions – its “properties” were no longer solely
contained in the data but were now also depend on the interfaces provided by
technology manufacturers. The shift to digital data and media software a hundred years
later extends this principle further. With all types of data now encoded as sets of
numbers, they can only be efficiently accessed by users via software applications. As a
result, the “properties” of digital media (how it can be edited, shared, and analyzed) are
now defined by the particular software as opposed to solely being contained in the
actual content (i.e., digital files).
http://softwarestudies.com/cultural_analytics/Manovich.Media_after_software.2012.pdf
Il sapere collettivo non è nient’altro che l’autobiografia del mondo. L’ho sparata grossa?! Può darsi, ma Google, che di sapere collettivo se ne intende, forse ha pensato fosse così.
Unire le informazioni vuol dire raccontare una storia. Non importa quanti siano i documenti, l’importanza degli eventi, la popolarità dei personaggi. Ciò che conta è il modo in cui i vari elementi possano essere raccolti e esplorati al fine di creare una storia comune.
In questo senso credo che l’espressione “sapere condiviso ” sia quella che meglio esprime il concetto di “cultura moderna”.
Google Cultural Institute si basa su questa idea: fare di un museo storiografico multimediale la storia stessa dell’ultimo secolo.
C’erano una volta i concept album: progetti discografici che ruotavano tutti attorno ad una storia o ad un tema di fondo. Un’idea narrativa ben precisa e un mondo coerente che trovano la loro esplicazione e spiegazione attraverso le tracce del disco.
É stato un fenomeno che ha avuto il maggior successo tra gli anni 60 e 70. Non per spirito nostalgico ma credo che in quel periodo fossero molti gli artisti che avessero molto da raccontare e da dire.
Stesso discorso vale oggi per Natasha Khan (alias Bat for Lashes) con questo progetto. Il “concept” del suo album The Haunted Man, però non ha trovato la sua strada solo attraverso i testi e la musica delle canzoni. C’era tutto un mondo che doveva essere raccontato: da dove sono venute le canzoni, da quali reali personaggi, da quali emozioni. Un ipertesto che è diventato in modo semplice e a mio parere elegante un nuovo modo di presentare un lavoro discografico.
Nel sito dedicato è possibile ascoltare la playlist dell’album, leggerne la storia e conoscere l’autrice anche attraverso i ritratti fotografici. A parte la buona grafica, potrebbe sembrare un lancio di un disco come tanti e invece non lo è. Il concept dell’album, il suo intento e l’obiettivo rendono il progetto originale: The Haunted Man r un’idea in modo esaustivo, coerente e multiplo.
Leggere una storia ascoltandone la musica. Ascoltare una musica e scoprire da dove viene. Conoscere un autore unendo biografia e arte. In questo senso un album può costituire un progetto editoriale più complesso: un contenitore polimediale di linee e strategie narrative differenti.
Magari può diventare una mobile app.
http://pitchfork.com/features/cover-story/reader/bat-for-lashes/
Sul blog del nostro progetto “Subito dopo il tramonto, un attimo prima dell’alba”, spieghiamo come si pensa la matrice di una storia multimediale. Come si pensa a strutturarla e come questo voglia dire già pensare a come la produrremo, la pubblicheremo, ne parleremo…
http://subitodopoiltramonto.me/2012/10/30/tecnica-la-matrice-di-una-storia-multimediale/















